Fuga a Bangkok con i bambini: cosa fare in 3 giorni

Fuga a Bangkok con i bambini: cosa fare in 3 giorni

Bangkok con i bambini: 3 giorni di un viaggio in Thailandia di 9  (compresi i voli) : Bangkok e Kanchanaburi, città e giungla, templi e cascate, grattacieli e bagni nei fiumi con gli elefanti.

Questa è la nostra Bangkok. Tappa n. 1 del viaggio.

Premessa: 4 giorni prima della partenza, mio marito ha avuto i giorni di ferie, quindi abbiamo avuto pochissimo tempo per programmare il viaggio, studiare i percorsi e le cose da fare. Il volo era come sempre in stand-by, quindi fino ad un minuto prima non sapevamo di partire, ma non è una novità..

Premessa n.2: la tempesta tropicale in corso nel sud della Thailandia, non aiuta nella programmazione del viaggio. I voli di rientro in Italia si stanno riempiendo velocemente perché hanno evacuato gli hotel della zona interessata dalla tempesta. Tutti scappano o tornano e noi : partiamo.. ma siamo fiduciosi, perché faremo un giro diverso e non ci toccherà e poi se non c’è la tempesta del secolo mentre siamo in viaggio, non siamo contenti.. ma perché??

Per quanto uno possa guardare o leggere su questa città, alla fine Bangkok sa stupirti, perché non è come te la immagini.
Il primo approccio in aeroporto è stato già una sorpresa. Tutto perfettamente pulito, organizzato, per niente caotico: addetti aeroportuali in ogni dove, per smistare le code, indirizzare le persone e rendere tutto molto veloce.
Cambiamo gli euro in bath e partiamo col lo skytrain, è mattina presto e siamo già pronti (cotti a dir la verità, per la veglia sull’aereo) per conquistare la città. La prima visuale che si ha è dall’alto, d’impatto. I bimbi guardano curiosi, l’oriente è così distante da noi…
Ma a me non convince. Troppo disordine, palazzoni e baracche, strade a mille corsie accanto a canali lenti di acqua stagnante, tante insegne, auto, e templi accanto a campi di banani.Capiremo col tempo che forse è proprio questo il fascino di Bangkok, ognuno può trovare una parte di sé. Thailandia significa libertà, paese degli uomini liberi, ed è vero. Bangkok è contraddittoria, è mista, è tutto insieme: antico e moderno. E’ il tempio buddhista tutto d’oro, pizzi e merletti, ma è anche il grattacielo high tech con la terrazza di vetro all’ultimo piano. E’ vedere monaci buddisti girare per la metropolitana insieme a ragazzini supertecnologici. E’ il ristorante elegantissimo sul fiume Chao Phraya ed è lo street food d’eccellenza con le tarantole e gli scarafaggi. E’ storia e modernità insieme, che convivono senza fondersi o prevaricarsi.
Queste sono le nostre 6 cose da non perdere in 3 giorni a Bangkok con i bambini o senza.

1) Palazzo Reale, Wat Arun e Wat Pro

Sono i monumenti più visitati, più turistici di così non si può. Code e caldo, gente da tutto il mondo, ma anche tanti thailandesi. Fatevene una ragione. Non si può saltare questo pezzo di storia.

Qui li raggruppo perché si possono vedere nella stessa giornata, sono vicini ma immensi. Deve essere una visita sommaria, altrimenti ci vanno più giorni.

Noi abbiamo tre giorni a Bangkok, due all’arrivo e mezzo prima di ripartire, più un giorno intero dedicato ad Ayutthaya, quindi dobbiamo velocizzare.

Girare Bangkok con i bambini, i nostri, è impegnativo per il caldo, ma anche per le distanze, però loro si divertono un sacco a vedere questi templi e palazzi che  sembrano usciti da una fiaba. Siamo a caccia di mostri a due teste, draghi, gemelli siamesi, elefanti…

I colori, la ricchezza delle decorazioni, la maestosità delle statue del Buddha, l’immensità dei luoghi sacri e la quantità di cose da vedere sono talmente tante che a fine giornata ci sentiamo confusi.. Bellissimi gli alberi del Palazzo Reale, l’arte topiaria (potatura per dare forme ornamentali alle piante) mi stupisce. E’ tutto talmente bello che non sappiamo dove guardare.

Però una cosa mi colpisce più delle altre, anche se ero preparata: i piedi scalzi, nudi che camminano nei templi. Tutti uguali, nonostante le diverse religioni e i colori della pelle, nonostante ci siano turisti interessati solo a fare foto, mischiati a fedelissimi che ogni giorno vengono qui a pregare.

bangkok con i bambini
wat arun
buddha sdraiato
wat arun

2) Una terrazza sul fiume a 5 stelle: Mandarin Oriental hotel

Sognavo da anni di venire qui. Leggevo storie sui libri e immaginavo un posto come questo. Uno degli hotel più antichi e per molti è il più bello del mondo.

Il Mandarin Oriental di Bangkok è il tripudio dell’eleganza e raffinatezza senza ostentazione.

Ha ospitato Eleonore Roosvelt, Roger Moore, Michael Jackson, vari principi e regine.. una lista che contiene più di 800 vip.

Pensare di andare a Bangkok con i bambini e credere di non poter andare in un posto cosi, è sbagliatissimo!

Ma andiamo per gradi: intanto viaggiamo low cost e questo è il nostro motto, ma un aperitivo di lusso, per credersi un giorno soltanto, principi e principesse, si può? Un cocktail buonissimo qui, costa dai 10 ai 15 euro, tantino per essere in Thailandia, ma non per un posto così.

(Tralasciamo il fatto che il giorno e la notte prima ho passato tutto il tempo in bagno, per eliminare ogni residuo organico dal mio corpo e con 32 gradi umidi, non è bellissimo.. lasciamo anche stare che non sto in piedi per la debolezza e per il caldo e come prima cosa mi bevo un alcolico sulla base di un paio di anacardi.. forse è per questo che mi sembra tutto così bello…)

Mezzora del vostro tempo a Bangkok lo dovete passare qui, a guardare le barche antiche che attraccano, che portano clienti facoltosi da una parte all’altra del fiume o le tipiche long tail boat. Uno skyline stupendo da vedere al tramonto. Fingete come noi di essere clienti dell’hotel e passeggiate nelle varie hall o leggetevi un libro al fresco, a suon di violino, rigorosamente dal vivo. (Basta essere disinvolti e nessuno si curerà di voi!)

Sogno di essere nel 1800, quando questo luogo esisteva ed era già un hotel, ma non c’erano ancora  i grattacieli sul fiume.. immagino di arrivare dal fiume Chao Phraya e trovarmi qui, ospite su questa terrazza, a parlare con viaggiatori ed esploratori, mercanti di oro e spezie, circondata dallo stesso profumo che sento oggi, di bouganville e frangipane.

le mandarin oriental
la mandarin oriental

3) Lo street food è nato qui.

E quindi qui va provato. Dopo l’aperitivo da ricchi, proviamo la cena dei poveri… a parte gli scherzi, a Bangkok con i bambini va provato lo street food. Soprattutto in Chinatown. E’ un’esperienza che da sola vale il viaggio. Una mescolanza di odori indescrivibili, una quantità impressionante di gente, colori e insegne tutte in cinese. E’ una via principale, più qualche traversa, ma è lunga chilometri. Non c’è nulla che assomigli a qualcosa di occidentale: la carne che mi sembra di anatra ha un colore strano, il totano lo riconosco, ma è giallo.. Insetti fritti, scorpioni, larve, a montagne, come se si potessero mangiare a boccate.. I bambini hanno girato tutto il giorno, non hanno mai mangiato seduti, sempre un boccone ad una bancarella e via, quindi sono stanchi e ci godiamo poco questo posto così folle ma così interessante e brulicante di vita. Proviamo a prendere delle salsicce e delle polpette di calamaro, buone per noi adulti, ma devo riconoscere che sono veramente molto strane. Loro mangiano, seduti su un marciapiede, perché sono le 20, è il momento top e sono tutti occupati i tavolini sulla strada. I bimbi non si fanno troppe domande, per fortuna. Noi volevamo provare gli insetti, ma non è la giornata giusta, siamo arrivati oggi, non dormiamo da 500 ore e abbiamo camminato tutto il giorno. Ci riproveremo domani, con più coraggio.

A Bangkok con i bambini bisogna anche andare a Khao San Road. NON è il mio posto preferito, ma bisogna andare per vedere cosa riesce a fare la città in termini di accoglienza e ospitalità. E’ un miscuglio di attività su strada: commerciali, ricettive, massaggi, vendita di cibo di qualunque tipo. Ci sono anche le grosse catene di fast food. A me è sembrata un tantino finta come via, troppo dedita al turismo di massa, ma è anche vero che qui c’è un bel concentrato di Bangkok.

Finalmente Fabio ha trovato la bancarella di insetti, a cui teneva tanto: abbiamo comprato un bel piattino misto di schifezze, TUTTE da provare. Grilli, scorpioni, cavallette, blatte, ranette, scarafaggini e chi più ne ha più ne metta. Non mi stupisco che lui provi e mangi uno scorpione intero, nè tantomeno che  sgranocchi con gusto gli scarafaggi, da lui me lo aspetto.. ma io sono contenta di me per aver il coraggio di fare un mini assaggio di tutto, tranne che dello scarafaggio grosso (quel cronch che fa, quando lo addenti, è veramente da brivido). I miei bimbi non so perché vogliono assaggiare tutto, e non con il naso tappato, giusto per dire di averlo fatto, ma proprio per assaporare.. la gente si ferma e ci guarda disgustata e qualcuno con ammirazione per quei due nani che si stanno mangiando lo scorpione e hanno zampe indefinite incastrate nei denti. La frase migliore della serata è di Luca (5 anni): “ho sempre sognato di mangiare un grillo!”

Dopo questo momento di ilarità, mi accorgo che la via è tempestata di bancarelle di insetti e vendono anche le tarantole. Io sono aracnofobica, il solo sapere che ci sono ragni fritti nel giro di 100metri, mi fa stare male. Quindi piango, scappo, urlo e non vedo più niente di questa via. Quindi a parte gli insetti e poco altro, per me la via è  non pervenuta.

Se devo dire la mia, meglio Chinatown mille volte, ma sono stata troppo poco tempo per conoscere i vari luoghi dello street food.

I mercati coperti, quelli galleggianti, le vie, sono piene di cibo. Chiunque può trovare qualcosa di proprio gradimento. Per i bambini wurstel e pollo alla brace non mancano mai, devono solo tollerare un pochino le spezie.

4) Mercati galleggianti

Da non perdere, per chi va a Bangkok con i bambini, sono i mercati galleggianti, i cosiddetti floating market. Sono stupendi, coloratissimi e super ordinati. Peccato però che siano più che altro delle vere e proprie attrazioni turistiche, non sono i mercati thailandesi di 100 anni fa. Stessi prodotti in vendita un po’ ovunque, con prezzi equiparati.. Sono tutti fuori città e il più delle volte visitabili solo nel week end. Tra i più famosi ci sono : Damnoen Saduak, Amphawa, Kwan Riam  e Bang Khu Wiang. Luoghi perfetti per una perfetta foto-cartolina, un po’ finta a parer nostro.

Noi cerchiamo un mercato galleggiante il più possibile autentico, perché almeno un mercato sui canali di Bangkok va visto. Organizzano tour di ogni tipo, se volete raggiungerlo, noi preferiamo fare in autonomia: andata in taxi con Grab (tipo Uber, noi siamo in 4 e conviene) e ritorno contrattando un passaggio per il centro in long tail boat, le lunghe barche tipiche. E’ certamente molto più economico del tour e soprattutto godiamo di un viaggio quasi in solitaria.

taling chantaling chan
taling chan

Taling Chan

(Il mercato Taling Chan ci è stato consigliato da una coppia di ragazzi italiani che vive in una locanda in Chinatown a Bangkok, dove abbiamo soggiornato le prime due notti del viaggio. Vi parlerò di questo posto, La Locanda,   in un articolo più avanti, mi basta solo dire, per ora, che grazie a loro ci siamo mossi velocemente ed economicamente in tutta la città.  Era il nostro primo vero viaggio in oriente, quindi avere un’infarinatura generale da chi ci abita e parla italiano, è stato molto strategico. E poi dopo due giorni soltanto abbiamo avuto la sensazione di trovarci a dormire da amici di vecchia data..)

Taling Chan è un mercato che ci colpisce perché è frequentato da molti locali, che trascorrono il pranzo della domenica a mangiare sulle chiatte galleggianti.

E’ ordinato, pulito e molto curioso. Ci sono migliaia di specialità culinarie assolutamente incomprensibili, ma ben presentate, e viene voglia di provare tutto. Se si arriva dalla terraferma, si passa prima dalla parte del mercato coperto per poi raggiungere la zona più bella, sui canali. Ci stupisce, soprattutto i bambini, vedere la densità di pesci nell’acqua, abituati ad essere nutriti dall’uomo, si presentano all’appello e rendono l’acqua densa, da poterci camminare sopra, tanti sono gli esemplari.

Capitiamo davanti a un concerto di diversi signori che suonano strumenti musicali, anche quelli mai visti, neanche uno!! La musica crea una bella atmosfera, non so se il gruppo è lì ogni domenica, o siamo fortunati. Bello anche vedere cucinare le donne thailandesi, accompagnate dai figli, che probabilmente sono a casa da scuola. E’ tutto poco impostato, semplice e spontaneo: vogliamo credere che questo posto sia sempre stato così.

Ci abbuffiamo di gamberoni, seduti quasi a terra, a gambe incrociate, sui tavolacci bassi di legno, delle chiatte galleggianti, guardando le barche passare.
Una menzione speciale va al viaggio di ritorno: si passa attraverso una chiusa, si aspetta che si riempia di barche e poi chiude i battenti, si riempie o si svuota d’acqua e si passa al di là, quasi facendo una gara tra barche. Se siete a Bangkok con i bambini, si divertiranno un sacco, perché le barche sfrecciano a tutta velocità e non è raro incontrare dei varani sui pontili delle palafitte. Io guardo invece la gente vivere sul fiume e del fiume, casette eleganti con giardini inglesi e palafitte semi abbandonate. Il contrasto di Bangkok anche qui.

taling chan
taling chan
taling chan
taling chan
taling chan

5) Grattacieli e centri commerciali

La Bangkok moderna dei grattacieli è sfarzosa, prepotente, audace, super high tech. Guardi all’insù e vedi terrazze di vetro aggettanti sul vuoto al 74 piano, a 314 metri d’altezza e ti viene un brivido. Feste in locali alla moda e anche sugli yacht fluorescenti lungo il fiume Chao Phraya. Sky bar ad altezze strepitose per tramonti vip alcolici.
Poi guardi i piedi di questi grattacieli e vedi una baracca col tetto in lamiera sotto un banano che sopravvive con forza. Un ristorante di lusso italiano e il baracchino con la signora thailandese che cucina in strada, con le pentole consumate in alluminio.
Non so se mi piace questo aspetto di Bangkok, ma mi incuriosisce anche se è un pò destabilizzante.

Poi entri in questi super centri commerciali e ti rendi conto di quanto si possa ancora inventare in termini di commercio. Se si va a Bangkok con i bambini, di certo non si può saltare uno shopping center.. loro troveranno ogni cosa curiosa e la vorranno a tutti i costi.. a voi la scelta..
Noi non li troviamo interessanti, in viaggio, i centri commerciali, perché dopo un po’ si ripetono tutti.. Uno però ci sembra primeggiare: l’Icon Siam. Ci si arriva in traghetto se siete sul lato destro del fiume, ed è gratuito per i clienti del centro commerciale, tanto la barca porta solo li.. E’ nuovissimo, illuminatissimo, coloratissimo, sfarzosissimo, tutti gli ..issimo che vi vengono in mente. Ma non primeggia, per me, per i suoi negozi, perché ovunque trovi qualunque cosa. A noi è piaciuto per le sue città all’interno dell’edificio, la zona dei canali con le barche che vendono cibo, come nei mercati galleggianti, la zona cinese, la zona moderna e mille altre città dentro un unico posto. Potrebbe rasentare il pacchiano, detto così, ma devo dire che stranamente, mi è piaciuto.

grattacieli bangkok
icon siam
icon siam
icon siam

6) Tuk tuk e vari mezzi di trasporto

Ultimo punto, ma non per importanza, l’esperienza dei mezzi di trasporto.

Abbiamo girato Bangkok con i bambini, provando ogni mezzo di trasporto possibile: dallo Skytrain alla metropolitana, dal taxi col tassametro a quello di Grab, da chiamare con una semplice applicazione da cellulare, tipo Uber. Abbiamo provato i traghetti, le long boat, i bus, i camion taxi con cassone posteriore, i treni di terza classe, le biciclette.  Non abbiamo preso il moto-taxi per ovvie ragioni (siamo in 4) ma magari avrebbero trovato un modo di farci salire..

Ma prendere un TUK TUK fa parte delle cose da non perdere a Bangkok. Costicchia all’inizio perché non si è abili a trattare, poi si impara l’arte e costa il giusto. (sempre molto di più di un normale taxi con tassametro)

E’ un istituzione nazionale.. un simbolo. E’ diventata una droga per i nostri figli: ogni scusa era buona per prendere un tuk tuk, il caldo, la stanchezza, per fare prima..

Il motivo per prendere un tuk tuk è il brivido che scorre nelle vene per il rischio che correrete di morire… a parte gli scherzi, questi pazzi autisti sfrecciano come pazzi nel traffico, tagliano la strada, si infilano, inchiodano,  guardano il cellulare che mostri loro per spiegare dove devi andare, voltandosi di spalle alla strada per secondi interminabili e non guardano davanti, sempre a folle velocità (è inutile provare a spiegare in inglese, difficile trovare qualcuno che vi capisca) Io non so come facciano a essere tutti vivi. Sarà che sono bravi e svegli a guidare, ma senza cinture e rigorosamente all’aperto, noi 4 eravamo nelle mani di questi autisti, perché potevamo sbalzare fuori anche a 20 all’ora.

Poi ci si abitua anche alla follia e diventa irrinunciabile, per ridere assieme o per vedere la città da vicino.

tuc tuc
tuc tuc

Quindi mi è piaciuta Bangkok? Non lo so ancora. So però che tornerei, per vedere un sacco di cose che non abbiamo visto, ma soprattutto per quello strano calore avvolgente che ti rapisce. Quando l’ho vista per la prima volta ero infastidita dalla foschia che c’era, per il mix di inquinamento e umidità. Mi rovinava le foto, non mi convincevano, erano sbiadite, pallide. Invece ora, a ripensarci, credo sia stata la cosa che ho amato di più. Sole rosso, foschia, fiume d’argento, case in controluce e il lento passare del tempo.

chao phraya
2019-08-30T14:52:52+00:00

2 Comments

  1. Travel2travel Gennaio 29, 2019 at 7:06 pm - Reply

    Ciao, siamo travel2travel, condivido assolutamente tutti I luoghi che avete visitato. Bangkok e’ una citta’ enorme e I bimbi si sa si stancano in fretta di camminare ma I tuc tuc ci hanno salvato. Noi non abbiamo mangiato gli scorpioni…bravi!! Il palazzo Reale e’ meraviglioso! Complimenti bell’articolo e belle foto!!

    • Micaela Bonomessi Gennaio 30, 2019 at 7:44 am - Reply

      grazie! per le foto ci siamo arrangiati col cellulare.. ci si è simpaticamente caduta la macchina fotografica nuova ed è andata in mille pezzi.. ma cmq si, bellissimo viaggio da fare con i bambini!

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