Il viaggio prosegue attraverso le città coloniali di Trinidad e Remedios, attraversando le colline per giungere al Cayo Santa Maria con un mare da sogno.

Da non perdere in questa regione di Cuba:

  1. Trinidad e Remedios
  2. Playa Ancon
  3. Spiagge di Cayo S. Maria
  4. Conoscere Luis, il poeta geografico cubano

Dopo quattro giorni a L’Avana (trovate il racconto qui :Emozioni a L’Avana) , siamo partiti per  Vignales, tra piantagioni di tabacco e un mare da sogno dove abbiamo visto la spiaggia più autentica della “nostra” Cuba. Fatto tappa per una notte a L’Avana per spezzare il viaggio ai bambini, abbiamo proseguito per Trinidad.

PREMESSA

Parte male il nostro rientro a L’Avana. Aspettiamo invano 2 ore il taxi collettivo che avrebbe dovuto passare a prenderci a Vinales, a casa di Mari.  Ma lei, efficiente come al solito, ci trova una soluzione alternativa: un’altra macchina, facendoci spendere anche meno di quello che avevamo previsto per il ritorno. Oltretutto viaggiando comodi perché eravamo in 6 e non in 8 come all’andata… in un ora arriva il nostro autista e si parte.

L’ inghippo ci porta ad avere un ritardo di tre ore sulla tabella di marcia,  con una rocambolesca avventura per recuperare il passaggio successivo, perché sembrerebbe semplice trovare un posto su un bus,  ma non lo è..

Basta andare in quell’ hotel dove c’è un ufficietto per le prenotazioni e comprare 4 posti per l’ indomani. Ma se sono le 16, allora non puoi più prenotare per il giorno dopo con Transgaviota, anche se c’è posto, quindi provi a cambiare compagnia, con Viazul, ma l’ufficio è dalla parte opposta dalla città, perciò devi recuperare un passaggio in taxi o in carrozza o qualunque altra cosa, pagare per 4 posti, arrivare nella zona del Vedado e sperare che sia ancora aperta la biglietteria. E se non è aperta? Idea ‘geniale’: chiamare per sapere gli orari.. ma al telefono non rispondono e allora provi a cercare su internet, tanto sei in un hotel 4 stelle e internet dovrebbero averlo, in effetti c’è, ma devi comprare la tessera di 1 ora, grattare il codice e connetterti, per poi scoprire che on line i biglietti per il giorno dopo non puoi farli, magari c’è posto o magari no, la risposta immediata non puoi averla, lo puoi scoprire il giorno stesso andando là, ma è un rischio.

Quindi pensiamo all’alternativa, un taxi collettivo, valutiamo costi e ore di percorrenza.  Ritorniamo alla nostra casa particular e chiediamo al proprietario. Lui invece conosce qualcuno nella compagnia Transgaviota e telefonando al suo amico ci trova magicamente 3 posti (va benissimo uguale) per la mattina seguente.

Peccato che non sai bene a che ora passa il bus, dove ferma con certezza, se hanno capito che devono prendere anche noi o se viaggeremo stipati insieme ai bagagli degli altri.. l’unica certezza: il bus fa il giro degli hotel, se rimane posto saliamo, altrimenti no. E’ un dejavù..

Il bus arriva, i tre posti ci sono, gli ultimi, saliamo.

1) Trinidad e Remedios

Trinidad

trinidad

piazza  Trinidad

Trinidad

Dicono tutti che Trinidad è da non perdere, che è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, che è un museo a cielo aperto perché è ben conservata ed è bellissima per tutte le sue casette basse colorate, con le tipiche inferriate alle finestre. In pochi dicono che Trinidad sta cambiando, accanto alla storia autentica di questo posto, che ancora si respira nelle viette del centro, convivono locali per turisti fintamente rustici, molti, troppi a mio avviso. E’ vero che è una cittadina vivace, allegra, piena di turisti, ma questo rischia di penalizzarla un po’. Non siamo più abituati a vedere negozi di abbigliamento o di scarpe. Cerchiamo degli infradito per Luca e mai avremmo pensato di trovarli al primo colpo in un negozio del centro, di primaria marca, originali e a prezzo ragionevole.  Avevamo girato in lungo e in largo L’Avana e faticavamo a trovare beni di prima necessità, non abbiamo mai visto un supermercato o qualcosa di simile, qui a Trinidad invece c’è persino un negozio solo di surgelati. Ci dicono che i tanti turisti portano soldi e interesse, quindi lo stato invia più merce per i visitatori.

A noi piace per le sue strade un po’ fuori dalle vie principali, polverose,  con i fili della corrente a penzoloni, per il rumore degli zoccoli sui ciottoli delle strade, per il colore delle case al tramonto e quelle alte palme intorno alla piazza del centro.

Ci colpisce invece, una via periferica, con la sua gente seduta fuori, sulla soglia di casa, gente con poco e niente, che chiede del sapone o uno shampoo. In un attimo veniamo circondati da bambini che sbucano da chissà dove e, in mancanza d’altro, regaliamo dei pennarelli che trovo nel fondo della borsa e un album da colorare di mio figlio, che mi guarda come dire ..è mio.. ma poi soprassede perché vede che una decina di bambini si diverte con il suo gioco e capisce che potrà averne un altro, una volta tornato a casa.

Remedios

Tappa d’obbligo per chi passa diretto al Cayo S. Maria, Remedios una piccolissima Trinidad, con una piazza stupenda, quattro vie in croce e con il sole cocente del mezzogiorno i colori ci paiono ancora più accesi. Non è ancora troppo battuta dal turismo, chissà per quanto. Noi ci facciamo un giro di una mezzoretta, è solo una tappa per noi, solo per sgranchirci le gambe e berci un caffè, come sempre buonissimo, e scopriamo a malincuore che avrebbe meritato più tempo.

remedios
remedios

2) Playa Ancon

Playa ancon  playa ancon

playa ancon   playa ancon

Questa spiaggia ci dà il benvenuto con una marea di meduse, con un bambino che corre urlando perché è stato appena “punto” e con i nostri che ci guardano senza capire. La notte aveva fatto un forte temporale e un locale ci dice che è normale ce ne siano tante e mentre lo dice, si fa un bagno insieme alle meduse e non si brucia.. mah.. noi facciamo il bagno lo stesso ma ci guardiamo bene in giro..

Playa Ancon è l’unica spiaggia dal lato del Mar dei Caraibi che abbiamo visto di Cuba, bella si, ma non indimenticabile, anche per via di qualche albergo un po’ troppo invasivo.

Facciamo un giro in catamarano per vedere la barriera corallina al largo di Playa Ancon, ma dopo la Polinesia, per noi non è un granchè, però i nostri bambini : primo non hanno mai fatto un giro in catamarano, secondo non hanno mai fatto snorkeling su una barriera corallina, quindi l’esperienza è straordinaria per loro!

Vale la pena allungarsi con un taxi o col bus da Trinidad perché è veramente vicina e quando il caldo è torrido in città , un tuffo qui è rigenerante.

3) Spiagge di Cayo Santa Maria

Come non innamorarsi di questo mare che è addirittura più bello di quello che ti sei immaginato?

cayo santa maria

cayo santa maria
cayo santa maria

Volevamo andare su un Cayo per farci gli ultimi giorni di viaggio in relax. Il Cayo più vicino a Trinidad è il Cayo Santa Maria, purtroppo però qui esistono solo resort e stanno crescendo come funghi.

Qui il mare davvero non ha eguali, è di un colore abbagliante, la sabbia è bianchissima e a tratti tende al rosa. L’acqua a luglio è caldissima, il vento non l’abbiamo trovato. I bambini corrono dalla piscina al mare, girano liberi per il resort, non c’è quasi nessuno. Non è stagione ci dicono, anche se noi non abbiamo visto una goccia d’acqua, a parte il giorno a cavallo a Vinales.

Io sono un po’ frastornata perché dopo tanti giorni in giro per case private, dopo aver conosciuto tante persone, questo resort a 5 stelle a Cayo Santa Maria mi sta un po’ stretto. E non perché sia una persona che disdegna i grandi hotel, ma qui un all’ inclusive non mi sembra cosa giusta, non so, ma non fa per me. I nostri figli li vediamo correre entusiasti a destra e a sinistra con un gelato, poi con un hot dog, poi con una granita e via dicendo. Loro sono felici.

Noi ci rilassiamo davanti a infiniti mojiti e daiquiri, il posto è incantevole. Ma c’è un tarlo nella testa. Il problema è il vissuto precedente, quello che abbiamo visto per le strade a L’ Avana, quello che ci ha raccontato Mari, quello  che capisci dopo pochi giorni a Cuba. Noi capiamo che il resort a 5 stelle è anche bellissimo, ma non qui. Qui non fa per noi,  perché ci turba vedere lo spreco dei piatti lasciati pieni dagli altri ospiti, senza nemmeno assaggiare nulla, perché ormai siamo abituati a non avere un comodino in stanza e appoggiare tutto per terra, perché ci piace di più fermarci a parlare coi camerieri, bevendo un caffè,  piuttosto che con gli altri ospiti del resort.

cayo santa maria

cayo santa maria

cayo santa maria

4) Conoscere Luis il poeta geografico Cubano

trinidad

Un incontro casuale, per le vie di Trinidad. Luis De La Luz Martinez Ruiz, classe 1947. Luis passeggia con la sua carriola, passiamo accanto e salutiamo, lui ricambia col sorriso. Io mi distraggo a far foto e vedo mio marito che attacca bottone, come farebbe anche con un sasso del resto, io che penso: adesso vediamo chi ha trovato.  Stavolta si è superato, perché lo vedo dall’espressione stupita, mi chiama e mi dice che è un ex insegnante in pensione e poeta. Io non mi stupisco più di tanto perché ormai a Cuba ho capito che di artisti è pieno.

Poi però incrocio quegli occhi e quel sorriso buono. Sono rapita. Guardo bene e vedo che nella carriola tiene un sacco di quaderni dove raccoglie tutte le sue poesie (3000, dedicate a Europa e America). Dice che di ogni provincia italiana ha una poesia, elenca perfettamente tutte le quelle lombarde, che se avessero chiesto a me.. probabilmente ne avrei dimenticata qualcuna. Lui invece,  a Cuba, conosce le province di tutte le nostre regioni, e di ogni città conosce fiumi, monti e laghi. Ci legge una poesia in spagnolo sulla città di Varese. Ci racconta che negli anni lui ha collezionato moltissimi libri di viaggiatori, ha studiato in biblioteca, ha ricevuto in dono atlanti. Luis si definisce il poeta geografico perché viaggia attraverso i racconti delle persone e li scrive in versi. Poi si ferma, e seduto sulla sua carriola, inizia a scrivere e ci dedica una poesia sulla nostra famiglia. Senza chiedere in cambio niente, il suo tempo in dono per noi.

Quelle mani anziane, quel corpo così esile, in quegli abiti ormai troppo grandi per lui e quel sorriso buono, pieno di quella dignità fiera, tipicamente cubana, mi commuovono.

La nostra Cuba è stata questa, un viaggio straordinario attraverso paesaggi e città incredibili, ma soprattutto è stato un viaggio dentro alle persone, dentro alle emozioni più pure, le loro e le nostre.

(fine)
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