Gli elefanti in Thailandia, detti chang, sono simbolo nazionale, storia, cultura, religione.  Ma anche sfruttamento, lavoro, denaro.

Qui vogliamo raccontarvi la nostra esperienza sostenibile e responsabile, vissuta al santuario degli elefanti di Kanchanaburi, l’ Elephants World

Premessa

Vi abbiamo raccontato della nostra avventura sul fiume Kwai e dei nostri bagni alle cascate di Erawan qui: Kanchanaburi: tra cascate e natura intatta lungo il leggendario fiume Kwai.  Ci sono tantissime cose da fare in questa provincia estesa della Thailandia, ma quella imperdibile è passare un giorno con gli elefanti.  Sarò sincera, il nostro viaggio in Thailandia è nato proprio dalla voglia di conoscere da vicino questi animali. Volevamo dedicare una giornata  intera, delle poche a disposizione in questa vacanza,  per realizzare un sogno. Stanno nascendo diversi “santuari”, o parchi, dedicati agli elefanti in Thailandia, uno di questi è a Chiang Mai o a Surin, dove è possibile fare un’ esperienza piena ed appagante ma rispettosa di questi animali. 

Meno famoso, fuori dalle rotte turistiche più gettonate, c’è l’Elephants World di Kanchanaburi, a poche ore di bus da Bangkok, perfetto per noi che non potevamo allungarci a nord fino a Chiang Mai o a est fino a Surin, dove esistono altri parchi simili.

Elefanti in Thailandia

Gli elefanti in Thailandia: lo sfruttamento

Purtroppo l’industria del turismo, del turismo non consapevole o non responsabile, ha portato allo sfruttamento di questi animali: da lunghe passeggiate con 2-4 persone su seggiole rigide sul dorso di questi animali, a maltrattamenti per l’obbedienza e la sottomissione. Durante il rito del Phajaan (che significa distruggere lo spirito dell’elefante) gli elefanti in Thailandia vengono barbaramente torturati con uncini, chiodi, coltelli, per essere addomesticati: animali liberi e fieri che diventano agnellini obbedienti, perdendo la loro identità. Ho provato a vedere dei video on line per saperne di più, ma sono troppo forti per me.

In questi parchi l’obiettivo principale è riabilitare, curare e migliorare le condizioni di vita di questi animali, feriti o sottomessi, dandogli l’opportunità di vivere liberi in un ambiente naturale, cercando di fare il più possibile una sola cosa: gli elefanti.

Gli elefanti in Thailandia: la nostra esperienza

L’unica cosa che abbiamo prenotato dall’Italia è stata questa giornata con gli elefanti, piazzandola in mezzo ai giorni che avremmo passato in Thailandia, perchè non sapevamo quando saremmo partiti, come nostro solito, quindi ci siamo tenuti larghi con gli eventuali intoppi, tra voli, treni, alloggi.

Elephants World, Kanchanaburi.  Eccoci.

Lo devo ammettere, sono guardinga: cerco il pelo nell’uovo per capire se può esserci sfruttamento verso gli elefanti anche dietro a questo posto. Invece vi dico subito di no, troviamo solo persone amabili, disponibili, davvero attente al benessere di questa specie.

elefanti in Thailandia

La partenza è questa: un elefante libero che passeggia in strada, ci raggiunge all’ingresso, quasi correndo, e inizia ad annusarci, a spostarci con la proboscide. Lì ho avuto il mio primo contatto fisico con questi animali. Potenza e delicatezza. Occhi dolcissimi.

elefanti in Thailandia

Lo staff prima spiega alcune regole ai vari gruppi di visitatori, sono animali che vanno rispettati e capiti. Un caffè, dei biscotti di benvenuto e si parte. La prima cosa che si vede è il grande parco dove vivono, dove vengono curati, riabilitati e dove giocano con i visitatori: campi e montagne a perdita d’occhio. Gli elefanti si avvicinano, lo sanno ormai, è l’ora della colazione, e da una grande terrazza che si affaccia sul parco, passiamo agli elefanti la frutta, che mangiano golosamente. Siamo emozionati, i bambini saltellano galvanizzati, gli elefanti sono tanti e arrivano con questa proboscide gigante che appoggiano sul terrazzo, pesantemente. E’ enorme! Quasi fa impressione passare loro le banane, o le angurie, tanto sono spavaldi. Ma la delicatezza con cui si approcciano alle nostre mani, alle mani dei nostri bimbi, è impressionante. Capito come si fa, dopo un paio di tentativi, è un gioco da ragazzi: arrotolano la proboscide nella parte finale e nell’incavo si appoggia la frutta che loro portano alla bocca, mentre ti guardano. Anzi, non ti perdono di vista un attimo. Pensiamo che gli elefanti in Thailandia  siano troppo spesso maltrattati e forse nei loro ricordi rimane del pregiudizio, verso la nostra specie, o forse ci guardano semplicemente perchè sono curiosi.                                                        elefanti in Thailandia

elefanti in Thailandia

elefanti in Thailandia

Le attività all’ Elephants World

La giornata passa in fretta perchè ci fanno lavorare, non ci spiegano e basta, e a noi questo piace un sacco. Laviamo le angurie, le passiamo nel multivitaminico, le trasportiamo a due mamme con due cuccioli (e poi ci giochiamo un pò). I nostri bimbi si sentono utili, si sentono importanti, si impegnano, fanno fatica ma non si stancano.

Poi ci rifilano guantoni e macete e tagliamo le canne che coltivano per nutrire gli elefanti, tante, tantissime. Riempiamo un furgoncino e le trasportiamo dalla parte opposta del parco, dove degli esemplari adulti le divorano in pochi minuti. Prepariamo polpettoni giganti di riso, mescolando, impastando e chiacchierando in diverse lingue con la nostra guida ma anche con altri viaggiatori che arrivano dall’ Australia, dal Brasile, dal Canada.  E’ un momento conviviale, anche questo, molto intenso.

elefanti in Thailandia

Elefanti in Thailandia

Elefanti in Thailandia

Vedo il profondo affetto, sincero, di un cucciolo di elefante che si stacca dalla mamma per correre incontro alla nostra guida, che lo strapazza di coccole, mi sembra di vedere un bambino che gioca col suo papà e mi commuovo. Questo momento, da solo, mi ripaga di tutto. Da solo basterebbe per venire fino a qui.

elefanti in Thailandia

Elefanti in Thailandia

Pranziamo a buffet, bene tra l’altro, facciamo ordine tra le mille foto fatte e commentiamo entusiasti. Un oretta e si riparte. Vediamo un filmato in inglese, semplice e chiaro perchè anche i nostri bimbi lo capiscono e si divertono, sul comportamento degli elefanti, sulla loro memoria e sulla loro sensibilità.

Sono maestosi ma mansueti questi mammiferi,  troppo spesso vittime dell’ignoranza di turisti non consapevoli o spregiudicati e della cattiveria dell’uomo che vede solo il possibile guadagno: gli elefanti in Thailandia per il turismo, quelli in Africa per l’avorio delle zanne.

Gli elefanti sono mammiferi intelligenti, sociali. Vivono in gruppi di 10-15 esemplari, in famiglia. Pare che piangano o comunque soffrano e provino empatia anche verso altre specie viventi differenti da loro. Sono noti per una sensibilità particolare nei confronti del dolore e del disagio psichico, in qualche modo paragonabile a quella umana. Vegliano il proprio compagno morto per molte ore, o si stringono in cerchio attorno al familiare morente per cercare in ogni modo di tenerlo in piedi, perchè non cada. Tante cose rimangono di difficile comprensione, certo è però che non avevo dubbi fossero animali straordinari, basta guardarli negli occhi per capire.

 

Elefanti in Thailandi

Elefanti in Thailandia

 

Elefanti in Thailandia: il bagno nel Fiume Kwai

E finalmente arriva il momento che avevamo tanto aspettato, il bagno nel fango. Ebbene sì, siamo pochi oggi nel parco e noi 4 abbiamo una mamma e un piccolo di elefante da coccolare, da infangare, da grattare e spazzolare bene, tutti per noi! Avete presente un’ occasione migliore per due bambini di 5 e 7 anni di lanciarsi il fango addosso ed essere in qualche modo autorizzati a farlo? Io no! Loro erano felici, il papà teneva a bada la situazione che altrimenti poteva precipitare in litigate tra fratelli, io completamente assorta nel fare i fanghi agli elefanti. In un video si vede benissimo che strappo di mano lo spazzolone dal 5 enne Luca per poterlo fare IO il massaggio all’elefante. Niente da fare, è una malattia che non passa quella per l’amore verso gli animali…

Elefanti in Thailandia

E poi come nei sogni, come se tutto si fermasse, ti fermi e ti vedi da fuori.

Vedi la scena di tutti gli elefanti che se ne vanno via dal fango e si dirigono verso il fiume. E non un fiume qualunque:  il leggendario fiume Kwai, quello della storia, dei film, quello che solca la giungla tropicale, quello che ti immagini per anni e poi lo vedi esattamente così come speravi, corredato pure dagli elefanti in processione che vanno a sciacquarsi.

Elefanti in Thailandia

Elefanti in Thailandia

Esperienza memorabile, non fotografata, non ripresa, perchè volutamente solo nostra. Il bagno nel fiume con gli elefanti.

Un momento, dieci minuti o mezz’ora non saprei, ma tra i più belli della mia vita. Vedere la gioia dei miei figli e sapere che sarà un giorno ricordato a lungo, mi fa capire di aver fatto la cosa giusta. Fare tanti chilometri, ore di volo, ore di viaggio per pochi giorni di vacanza, per venire fino a qui, per stare qui, è stata la cosa migliore che potessimo fare. Quando sai di fare la cosa giusta, nel posto giusto, nel momento giusto, con le persone giuste, ti senti invincibile.

Sta tramontando, fa caldo, ma il fiume è fresco, intorno c’è solo vegetazione pura, selvaggia. Non c’è più nessuno in acqua. La guida ci invita ad andare con lui al largo, con gli elefanti che ci girano attorno. Vedo una mamma e il suo cucciolo di elefante che nuotano, gli vedo fare le capriole nell’acqua e mi stupisco di come siano leggeri. Mamma e figlio si guardano. Guardo il cucciolo e mi sembra di vederlo sorridere, anzi ne sono sicura, sorride.

Questa si chiama felicità.

elefanti in Thailandia

 

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