Dopo aver letto qualche guida, guardato immagini e letto recensioni su TripAdvisor.it abbiamo capito che avere solo 7 giorni per fare il giro completo dell’isola era una cosa ardua ma fattibile e organizzare il viaggio in Islanda per tempo, studiando bene le tappe è doveroso se si hanno due bambini piccoli al seguito come noi. Fare tanti chilometri in auto può sembrare faticoso, soprattutto dormire in 6 posti diversi, perché questo comporta fare e disfare i bagagli parecchie volte, ma basta essere ordinati e metodici e si arriva dappertutto!

Mappa Islanda

Il nostro itineriario sulla Ring road n.1

Consigli  per Organizzare il viaggio in Islanda

  1. Pianificare bene le tappe e considerare dei tempi di percorrenza un po’ più lunghi rispetto a quelli suggeriti, per affrontare i tanti km da fare. Noi abbiamo percorso 2600 km in totale, ripartiti in una settimana. Meglio avere più giorni da dedicare a questo fantastico viaggio, perché 7 giorni sono veramente pochi per viverlo appieno.
  2. Partire fuori stagione (evitando luglio e agosto) vuol dire risparmiare molto sugli alloggi e sull’affitto della macchina e godersi i panorami in totale solitudine.
  3. Andare in Islanda solo se si ama la natura, perché oltre a quella c’è poco altro. A parte Reykjavik e Akureyri, che offrono qualche divertimento e qualche bel edificio da visitare, non c’è assolutamente altro. Natura allo stato primordiale. Del resto in Islanda ci si va per questo.Harpa Reykjavík Reykjavík Cattedrale Akureyri
  4. Scegliere bene la stagione in base a ciò che si vuole fare o vedere.
    In Primavera. Inizia il disgelo, le strade sono sgombre dalla neve ma convivono paesaggi innevati con praterie verdi, c’è luce sufficiente per girare a lungo durante il giorno e si possono avere notti di aurore boreali pazzesche. Dalle nostre ricerche i mesi migliori per vedere l’aurora sono ottobre/novembre e febbraio/marzo. Ma anche ad aprile, noi siamo riusciti a vederla per 4 notti su 7. Fortunatissimi, come mai ci era capitato.
    In Inverno. Caldo non fa di certo, ma chi parla di freddo proibitivo durante l’inverno, tale da sconsigliarne il viaggio, non conosce forse il vero gelo. Grazie all’influenza della Corrente del Golfo, l’ isola ha un clima oceanico freddo ma temperato, rispetto alla latitudine in cui si trova. Certo è che le strade sono innevate ed è difficile percorrere tutto il giro dell’isola, soprattutto risulta impossibile da percorrere la zona interna. Noi ci torneremo in inverno, perché vedere l’aurora boreale sulla neve, magari dalla Laguna Jokursarlon, durante il periodo natalizio, non ha prezzo..
    In Estate. E’ più alla portata di tutti l’Islanda in estate, le temperature sono clementi. I colori sono più vivi ma l’affluenza maggiore di turisti, rende questa terra, così bella per i suoi spazi immensi deserti, un po’ meno affascinante, a parer nostro. Le aurore boreali sono impossibili da vedere per la tanta luce, vista la latitudine.
    In Autunno. Forse da queste parti l’autunno si percepisce meno, non ci sono alberi (a parte qualche esemplare). Ma i turisti se ne sono andati e le notti magiche ritornano perché ritorna il buio. Poi ritorna la neve..
  5. Bisogna amare il vento. Quello c’è sempre. A raffiche, teso, variabile… O lo amate, o non lo sopporterete. E’ uno degli ultimi avamposti d’ Europa prima del polo.. Non c’ è più niente a nord, solo qualche orso polare su qualche iceberg, staccatosi dalla banchina alla deriva verso l’ Islanda.. Un proverbio islandese dice: “Non ti piace il tempo che fa? Aspetta pochi secondi e cambierà”. Infatti è così, il vento porta le nuvole ma le porta anche via in un attimo.

VOLO

L’Islanda è sempre stata una meta costosa. Da quando hanno programmato dei voli low cost, raggiungerla con poco adesso è possibile. Non in tutte le stagioni si trovano voli diretti dall’Italia, ma  basta fare scalo a Londra e da lì con un volo Easyjet si raggiunge velocemente Reykjavík. Noi, per non fare uno scalo abbiamo preferito prendere la nostra macchina e guidare 3 orette fino a Basilea. (Perché abitiamo vicino al confine con la Svizzera) (Ma controllate sul sito delle autostrade svizzere gli eventuali passi chiusi che vi obbligherebbero ad allungare il tempo di viaggio, rischiando di perdere l’aereo.. )  L’ aeroporto di Basilea si trova al confine tra due stati: Francia e Svizzera, per cui è gestito da entrambi i Paesi. Per parcheggiare l’auto, sappiate che esistono due parcheggi: uno francese e uno svizzero, quello gestito dai francesi costa meno. Altrimenti si può anche partire da Ginevra.

Bisognerebbe prenotare con un po’ di anticipo, per trovare la combinazione di voli più vantaggiosa. Noi a febbraio abbiamo prenotato per aprile, perchè era l’unica settimana che costava molto meno delle altre. Costo del biglietto aereo A/R 80 € a persona, da aggiungere al costo del carburante della macchina per arrivare a Basilea,  del bollino autostradale della Svizzera e del parcheggio.

AUTO

Abbiamo prenotato l’auto come sempre su  Rentalcars , il sito migliore per noi, ad oggi.  Abbiamo scelto una jeep 4×4 per non rischiare, con tutte le assicurazioni possibili: ci sembrava esagerato, ma alla fine abbiamo fatto bene!

SOGGIORNO

In Islanda non si può pensare di alloggiare in un posto solo. Se si cerca una vacanza comoda, conviene cercare altrove. Forse si può pensare di fare un week end lungo e di soggiornare nella capitale, ma non è il viaggio in Islanda, che deve essere on the road, con delle mete stabilite, certamente, ma con del tempo libero pensato per tutti i fuori programma che ci saranno. La cascata dietro la collina, la tormenta di sabbia, le migliaia di foto che necessariamente bisogna fare.

Prima abbiamo stabilito le cose da vedere, i tempi di percorrenza e poi prenotato i cottage e due b&b. Confortevoli, accoglienti, pulitissimi. Tutti rigorosamente persi nel nulla. Considerate almeno 100€ a notte in bassa stagione, per l’intero alloggio. Noi stavamo sui 120-150 a notte, in 4 spesso non conviene prenotare la camera d’albergo ma un cottage o un bed and breakfast, per la prima notte abbiamo trovato a buon prezzo questo bellissimo b&b: Fagrilundur Guesthouse

Cottage islanda b&b islanda B&b islanda Islanda Porto akureyri casa Cottage di legno islanda Cottage a vik Cottage a vik

NOI ABBIAMO FATTO COSI’

Il giro dell’isola l’abbiamo fatto in senso orario, quasi tutti fanno il contrario, ma abbiamo pianificato così il viaggio per regalarci alla fine ciò che ritenevamo più stupefacente, come la laguna con gli iceberg di  Jokursarlon e Reynisfjara . Se non l’hai ancora letto, vai qui: Mal d’Islanda (prima parte) e  Mal d’Islanda (seconda parte)  oppure guarda il video : 3.1 in ISLANDA

GIORNO 1

Arrivati al mattino prestissimo a Keflavik, noleggiato subito l’auto, in un oretta abbiamo raggiunto Reykjavík per un giro veloce in città. Visto il centro, la Cattedrale, l’Auditorium Arpa e il porto nella mattinata, abbiamo deciso di fermarci a mangiare pesce in un locale sul porto: zuppa, gamberi, merluzzo e balena. Spesa veloce per i beni di prima necessità e ci siamo subito resi conto di quanto fosse alto il costo della vita.. Bisognava ripartire subito alla volta del Circolo d’Oro: il parco di Thingvellir , la cascata Gullfoss e i geysir. Arrivo in tarda serata al b&b, nei dintorni di Thingvellir: la Guesthouse Fagrilundur  e ricerca disperata dell’ unico locale aperto per cenare, alle 20. Chilometri totali: 150.

GIORNO 2

Partenza per la penisola Snaefellsnes lungo la strada interna, deserta. Tra cascate e cavalli. Pausa caffè in un locale delizioso a Borgarnes (The Settlement centre Restaurant and Museum). Arrivo ad Arnarstapi dopo 250 km. Pic nic durante il percorso e passeggiata  lungo la scogliera, sulla lava ricoperta di muschio. Pausa tè in un bar gioiello e rientro in auto. Dopo diverse soste, arriviamo al cottage Erpsstadir nei pressi di Budardalur in tarda serata dopo altri 180 km. In cima a una collina, con vista impareggiabile sulla vallata e senza nessuna casa intorno nel raggio di decine di chilometri. Prima aurora boreale islandese.

GIORNO 3

Visita alla fattoria con acquisti di latticini e partenza per Akureyri, attraverso la penisola Vatnsnes per avvistare le foche. Pranzo ottimo in un ristorante dove tenevano una conferenza incomprensibile. Noi unici turisti infiltrati, nel silenzio e buio totale, con solo lo schermo illuminato, a mangiare con loro al buffet: zuppa, carne in umido e verdure. Foche trovate e 330km percorsi. Arrivo ad Akureyri e cena in un ristorante del centro a due passi dalla casa in affitto trovata su airbnb. Anche qui a buffet, senza infamia e senza lode. Seconda notte di aurora boreale, poco visibile dalla città per le luci dei lampioni, ma appena fuori Akureyri, uno spettacolo.

GIORNO 4

Ad Akureyri ci siamo fermati 2 notti perché c’è molto da vedere nei dintorni. A 90 km dalla seconda città di Islanda, si trova il lago Myvatn. poco prima la cascata Godafoss. In questa zona occorre almeno fermarsi una giornata intera, sarebbe  meglio due o tre per riuscire a vedere tutto con calma: le passeggiate lungo il lago, i pseudo crateri, la grotta con il lago bollente, Hverir e con la sua area geotermica infernale, il vulcano Krafla.. al ritorno la tappa al bagno termale di Myvatn è d’obbligo. Pranzo al sacco in auto per via del vento e della pioggia  e cena in appartamento. Ci stiamo quasi abituando all’aurora boreale, questa notte io la passo dormendo coi bambini. Fabio va a caccia e la trova: 3° aurora.

GIORNO 5

Partenza per i fiordi orientali. Tappa dopo 170 km per la cascata più potente d’Europa: Dettifoss. Bella la passeggiata per raggiungerla. La strada è tanta da fare, tappa a Eglisstadir per fare la spesa. Si mangia al volo e si riparte per Reydarfjordur, paesino minuscolo in un fiordo non battuto dal turismo neanche in alta stagione. Noi lo vogliamo vedere perché siamo sulle tracce di Fortitude, serie tv di Sky che ci ha appassionato. Trovato tutte le location del telefilm, preso il caffè nella locanda dove si svolge buona parte della prima serie, ripartiamo. Renne, volpi artiche, tempesta di sabbia e arrivo al cottage più isolato che si possa immaginare: Stafafell Cottage . 611 km percorsi su strade meravigliose, anche non asfaltate, tra milioni di curve e viste mozzafiato. Tantissime ore in auto, almeno 9 (senza contare le soste), cena fatta velocemente nel cottage, poi il cielo ci ha regalato l’aurora boreale più bella che si possa immaginare.

GIORNO 6

Partenza per la Laguna Jokursarlon, passando per Hofn, che è spettrale perché è tutto chiuso, anche il benzinaio e il bar annesso, che spesso è l’unico punto di ristoro. Pranzo sui tavolacci esterni del bar della Laguna, sotto il sole caldo, con una vista meravigliosa. Visita alla spiaggia e via al parco Skaftafell, con una bellissima passeggiata per vedere la cascata Svartifoss e il ghiacciaio. Arrivo in serata nel cottage appena dopo Vik: Vestri Petursey. 260 km fatti.

GIORNO 7

Visita alla Spiaggia Nera di Reynisfjara, al promontorio Dyrholaey, alle grotte nel basalto. Vento e freddo. Ci rifugiamo nel ristorante sulla spiaggia, il Black Beach. La zuppa calda non può mancare e il pesce è buonissimo. Ripartiamo per le ultime cascate: Seljalandsfoss e Skogafoss. Vediamo anche la zona geotermale di Hveragerdi, con le sue fumarole e i torrenti caldi. Ci fermiamo per fare merenda in un locale che sembra uscito da una fiaba e vediamo il cratere Kerid dove la cantante Bjork ha tenuto un concerto. Cena a Reykjavik, con passeggiata all’imbrunire per il centro alla ricerca di un ristorante. Mangiato tanto e bene del fish and chips di qualità, in un pub accogliente e contemporaneo.  Arrivo al b&b Nupan Deluxe vicino all’aeroporto, per la partenza all’alba del giorno dopo. 250 km in tutto.

GIORNO 8

Volo fino a Basilea e in macchina fino a casa, con nel cuore uno dei viaggi più belli che si possa fare.



Booking.com

3.1 in Islanda

https://www.treuominieunadonna.it/mal-dislanda/

Mal d’ Islanda (seconda parte)

Foto d’ Islanda