Santorini, il calore delle Cicladi.
Santorini, il calore delle Cicladi.
Santorini, il calore delle Cicladi.
Santorini, il calore delle Cicladi.
Santorini, il calore delle Cicladi.
Santorini, il calore delle Cicladi.
Santorini, il calore delle Cicladi.
Santorini, il calore delle Cicladi.
Santorini, il calore delle Cicladi.
Santorini, il calore delle Cicladi.
Santorini, il calore delle Cicladi.
Santorini, il calore delle Cicladi.
Santorini, il calore delle Cicladi.
Santorini, il calore delle Cicladi.
Santorini, il calore delle Cicladi.

Santorini, l’isola più bella del Mediterraneo, senza se e senza ma.

Luminosa, colorata, allegra, accogliente, con un paesaggio da mozzarti il fiato e dove l’uomo ha messo mano prepotentemente, per una volta, facendo un ottimo lavoro.

Sono tutte belle le Cicladi, con questi paesini bianchi e i tetti delle chiese azzurri, ma Santorini merita indiscutibilmente il primo posto. Ci siamo stati due volte, la prima con un figlio, la seconda con due, l’abbiamo girata in lungo e in largo e per noi queste sono le 8 cose da non perdere:

La nostra top 8 da non perdere:

1. Aperitivo della sera a Thira

 

Meglio iniziare da Thira, perché poi a Oia ci lasci il cuore.

Prendere un aperitivo, in un posto qualunque, dalla parte della caldera però, verso quel magnifico strapiombo sul mare blu, su quello che secoli fa era il camino del vulcano, è d’obbligo. Un paese intero, anzi, diversi paesi in realtà, sono stati costruiti sulle pendici di quel vulcano, ma dalla parte interna, verso gli inferi per intenderci, rubando un centimetro alla volta al terreno, per incastrare infinite casette bianche, che anche io, che faccio di mestiere l’architetto, mi stupisco di come abbiano fatto a creare tutto ciò.

Se come noi, arrivate dall’aeroporto, il consiglio è quello di lasciare i bagagli, i pensieri e la fretta, in albergo. Non vale sbirciare durante il tragitto, dal bus o dalla macchina,  fuori dal finestrino. Bisogna resistere, perché poi è della prima vista che ti innamori, e non vale intuire qualcosa. Resistete, ne varrà la pena. Poi, liberi di tutto, tranne che di macchina fotografica, arrivate al bordo della caldera e affacciatevi. 300 metri di tuffo nel vuoto. Se poi è anche l’ora del tramonto.. è fatta, non la scorderete più. Non posso descrivere quest’emozione, la lascio a voi.

Noi, in tutto questo stupore ci siamo quasi persi un figlio, che correva tra la folla, un figlio soltanto perchè per fortuna l’altro era legato nel passeggino…

2. Fare 10 km di trekking sulla cresta del vulcano

Da Thira a Oia. Dieci chilometri di paesaggio mozzafiato, interrotto soltanto dai paesini fiabeschi di Firostefani e Imerovigli i più alti sulla caldera, e poi terra brulla, qualche albero di fico, un mare di un blu talmente intenso da non riuscire a smettere di guardarlo. Sarà che contrasta con le case bianche e i tetti azzurri, o con la terra che ha un colore bruno acceso.. ma l’insieme è magnetico.

Il percorso è semplice, in pietrisco, a tratti in terra battuta, a volte con gradini, ma abbastanza in piano. Del resto si fa il giro sulla cresta del vulcano, quindi si rimane sempre in quota.

Avevo letto di questo bellissimo  itinerario, ma quando avevo cercato immagini per capirne la difficoltà, non ne avevo trovate molte. Il mio unico dubbio era capire se con un passeggino si riusciva a fare, e soprattutto sapere se c’erano zone d’ombra, visti i 40 gradi di agosto e un bimbo nello zaino. Ecco, col passeggino magari è meglio di no.. noi l’abbiamo portato perché volevamo far dormire Andrea, che era ancora piccolo.. ma è meglio solo portarsi lo zaino, altrimenti si finisce così, come i muli…

Dopo tanta fatica, per il caldo più che altro, vedere Oia che si staglia davanti, è un bel regalo. Solo bisogna trovare un posto dove rifocillarsi perché lungo il tragitto non c’è NULLA, e meglio così, perché rimane un percorso per pochi, per quelli che vogliono conoscere la Santorini più autentica.

3. Il tramonto a OIA

La si vede in ogni foto di Santorini e quando vai a Oia, sai già cosa vedrai, ma poi quando sei lì ti sa stupire ancora. Al tramonto regala il meglio di sé, peccato per la ressa di turisti, ma un angolino appartato lo si trova. Ricordo la gente, tantissima, ad agosto, arrampicata in ogni dove, anche sui tetti,  ma ricordo anche il silenzio, stranissimo. Forse tutta la grazia di quei tramonti inibisce anche il turista più chiassoso.

Fare mille foto non basta, ogni minuto cambia la luce mentre il sole tramonta. E poi quei mulini sembrano essere in posa..

4. Perissa e Kamari beach

Santorini è un’isola vulcanica, quindi trovare la sabbia bianca e l’acqua chiara come piace a noi, è impossibile.

Però questi promontori brulli che delimitano entrambe le spiagge sono suggestivi, così come la ghiaia nera, che scotta da morire. A Perissa il fondale, appena entrati in acqua, è in piano ma roccioso, si scivola un pò, quindi non proprio adattissimo ai più piccoli. Entrambe le spiagge sono simili, vivaci,  con taverne che accompagnano il lungomare, lettini e ombrelloni.

Abbiamo apprezzato la calma che comunque si respirava nonostante i turisti e l’affollamento. O prolungare fino al pomeriggio un buon pranzo di pesce, mentre i bambini giocavano tranquilli in spiaggia appena oltre la terrazza della taverna.

5. Scendere a piedi al porto e salire in cabinovia

 

Thira e il porto sono collegati da una scalinata lunghissima, 600 gradini in salita per 300 metri di dislivello, che viene percorsa avanti e indietro dagli asini, che si portano pure i groppa i turisti e i loro bagagli. Noi abbiamo preferito scendere a piedi e salire in funivia. Con gli asinelli ci siamo solo fermati a fare delle foto. Il 242 è l’asinello Fabio..

6.  Vlyhada beach in quad

Prendi un bambino e mettilo su un quad, il gioco è fatto, sarà felice. Poi schiaccialo tra mamma e papà e riderà come un matto. Qui ne avevamo uno, ma anche con due,  li avremmo schiacciati a dovere e saremmo riusciti in qualche modo a partire. Saremmo potuti andare ovunque, era l’idea di viaggiare in quel modo, coi capelli al vento che piaceva tanto all’unenne.. però in realtà siamo andati a fare un bel bagno alla spiaggia di Vlyhada. Mare così così, per via di quel fondale nero che a me non piace per niente, ma lo sfondo era spettacolare, con quelle pareti rigate di pietra pomice, così strane da sembrare disegnate. Pochissima gente e paesaggio lunare.  La prima parte del litorale, il lato Est da cui si accede, è attrezzata, mentre tutta la lunga zona che si estende verso Ovest è spiaggia libera.

7. Vedere Santorini dal mare

Prendere un traghetto e andare.. anche solo per vedere Thira dal mare, così arroccata lassù che sembra dover sprofondare da un momento all’altro. Da lontano si vede Oia e tutto il cratere dell’antico vulcano, quello che per metà abbiamo percorso a piedi. Noi partivamo per Ios, altra splendida isola delle Cicladi.

8. Perdersi fra architetture e fichi

Non ci sono architetture famose degne di nota o chiese da manuale, Santorini è un isola semplice e una grande opera avrebbe stonato. Il bello sta nelle piccole cose, nella cupola  dipinta di azzurro, nel campanile con dietro il blu del mare, nel contrasto del muretto bianco e la buganville in fiore, in una scalinata a picco sul mare che sembra non avere fine e invece se ti sporgi ci vedi una piccolissima piscina anche lei completamente bianca, in un albero di fichi e il suo profumo di Mediterraneo.

A Santorini non c’è fretta, il tempo scorre lentissimo, rilassato, come un tramonto.

E’ un isola che va vissuta passeggiando senza meta, respirando i suoi profumi e imprimendo nella memoria il suo calore.

https://www.treuominieunadonna.it/cuba-non-vacanze-emozioni/